C’era una volta, diversi anni fa, un bell’incrocio a Fuorigrotta. Anzi, visto che questa è una favola, posso perfino permettermi il lusso di definirlo magico, no?Ecco. Lo vedete quel coso lì che separa le due carreggiate di via Cintia a Fuorigrotta? Quel coso lì si chiama spartitraffico e non c’è sempre stato. La genesi di “quel coso lì” avrebbe del comico, se non fosse quasi tragica. Oggi, chi viene da via Terracina e volesse attraversare almeno una delle due carreggiate di Cintia, è costretto a fare, passatemi l’espressione, un simpatico tour “panoramico” di Fuorigrotta.

Per chi non lo ricordasse, o non lo sapesse, ci tengo a precisare che non è sempre stato così. Anni fa c’era un bell’incrocio classico, e con esso, tanto, ma TANTO, traffico. Scendendo su via Cintia nelle ore di punta in direzione Piazzale Tecchio, la coda che si creava al semaforo arrivava (o, come si dice in gergo tecnico, rigurgitava) fin sulla tangenziale. Eppure c’erano dei rari momenti in cui tutto funzionava alla grande. Il mio ex Professore di Trasporti Urbani e Metropolitani e, ancora, di Progettazione dei Sistemi di Trasporto, all’anagrafe Luca D’Acierno, una volta disse:

Ogni volta che il Padreterno ci faceva la grazia di mandare un temporale, i semafori all’incrocio di via Cinthia e via Terracina zompavano (“saltavano”, per i non avvezzi al Napoletano). Perché la grazia? Perché ogni volta che ciò accadeva, si risolvevano i problemi del traffico a Fuorigrotta.

Quei particolari eventi metereologici che, purtroppo, ancora oggi allagano la galleria che porta a Piazzale Tecchio, mandavano in corto circuito l’impianto semaforico. Agli occhi del Comune di Napoli, questo fatto appariva di una gravità inaudita e, perciò, ripristinava “prontamente” i semafori e, con essi, beh…il traffico a Fuorigrotta. Ci sono voluti anni perché al Comune capissero che le intersezioni semaforizzate, soprattutto quando non adeguatamente progettate, sono tutt’altro che la panacea di tutti mali.

Bene. Senza la semaforizzazione funziona bene. Tutt’appost, no? Eh no, perché quei poveri pedoni che volessero attraversare via Cintia, dovrebbero passare attraverso una giungla lunga la bellezza di 7 corsie…a Napoli. No, dico a NAPOLI. E poi, siamo sicuri che la viabilità non potrebbe essere ulteriormente migliorata?

Come si risolve un problema del genere? Per quanto riguarda l’aspetto dell’attraversamento pedonale, la soluzione più economica, beh…è che l’intersezione sia semaforizzata. Ma che facciamo, torniamo al punto di partenza? Sì e no:

  • sì perché oggi quella intersezione, di fatto, è semaforizzata;
  • no perché quell’incrocio, ancora una volta di fatto, non è più lo stesso.

Eccoci al punto clou. La soluzione è diminuire i cosiddetti punti di conflitto tra le vetture che accedono all’intersezione, inibendo alcune manovre e costringendo gli utenti interessati a fare i simpatici tours riprodotti nella figura seguente. E come si fa? Con uno spartitraffico. Con “quel coso lì”, insomma. Il tempo di rosso per le auto su via Cintia è davvero ridotto all’osso, perché ha la sola funzione di consentire l’attraversamento pedonale e lo smaltimento del flusso veicolare (relativamente modesto) proveniente da via Terracina (ramo di sinistra) e diretto nella galleria. Ciò ha consentito un miglioramento sensibile delle condizioni della viabilità, consentendo l’attraversamento pedonale in sicurezza e limitando in maniera significativa il fenomeno del rigurgito del traffico sulla tangenziale di Napoli.

intersezione fuorigrotta

Ad oggi, quel semaforo è ancora in funzione, con buona pace di autisti e pedoni…e vissero tutti felici e contenti.

Annunci